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martedì 19 marzo 2013

Scorze di arancia candite

L'unica ricetta per i canditi che mi abbia pienamente soddisfatta è questa che ha proposto Alex.
Sono morbidissimi e buoni e se ve lo dice una che i canditi non li ama credeteci!

canditi

Prendete le bucce delle arance, incidetele e tagliatele a spicchi. (io circa 800 gr, ma sono tante, vi consiglio dosi più  piccole)

Mettetele per due giorni in una bacinella con acqua e cambiatela spesso.

Passati i due giorni scolatele e fatele bollire per due ore in acqua.
Scolate delicatamente le bucce e mettetele su carta assorbente da cucina per eliminare tutta l'acqua in eccesso.

Preparate lo sciroppo:

Ci vuole la stessa quantità di zucchero e di acqua, per 800 gr di bucce ho usato 2 kg di zucchero e 2 kg di acqua, mescolate gli ingredienti in una pentola messa sul fuoco. Portate a bollore e mantenelo per 4 minuti. Versate lo sciroppo sulle bucce coprendole bene e lasciatele così per 24 ore.

Il giorno dopo togliete delicatamente le bucce dallo sciroppo,  fatelo ribollire e come il giorno precedente riversatelo sulle bucce. 
Eseguite questa operazione per 10 giorni, poi noterete che sulla superficie dello sciroppo ci sarà un velo: è segno che la canditura è avvenuta.

Sistemate le bucce, precedentemente tagliate in pezzetti più piccoli, nei vasetti (sterilizzati) e unite lo sciroppo (Alex dice di aggiungere del glucosio, ma io non l'avevo...).

Mettete i vasetti in una pentola con acqua e sterilizzateli per 20 minuti da quando inizia a bollire.

venerdì 26 ottobre 2012

Cotognata

Sei kg di mele cotogne, la mia vicina mi ha dato sei kg di mele cotogne... e mi ha anche detto che presto me ne porterà altre!

La ricetta di questa cotognata l'ho presa da un libro del 1974 trovato a casa di mamma
"Freschezza sotto vetro" di Gianna Montecucco Roglei

 cotognata 011

Prendete un kg di mele cotogne, lavatele, tagliatele in quattro parti e togliete i torsoli.
Mettetele in una caseruola e copritele di acqua.
Fatele cuocere finchè saranno morbidissime.
Una volte cotte mettetele a scolare in una tela di lino o come ho fatto io in colino a maglie fitte.
Passatele al passaverdura, pesatele e unite la stessa quantità di zucchero. Fate cuocere mescolando in continuazione finchè il composto non si stacca dalla casseruola.
Versare il composto sul marmo oleato, o come ho fatto io su carta forno, spolverizzatelo con lo zucchero e lasciatelo asciugare per 4/5 giorni. Una volta asciugata tagliatela in pezzettini.
Sul libro c'è scritto che si conserva avvolta in carta oleata, non so per quanto tempo... qua è stata finita in fretta: mentre era ad asciugare spariva pezzettino dopo pezzettino ed un bel po' è stata regalata.


Altre ricette con le mele cotogne:

venerdì 19 ottobre 2012

Olive in salamoia

Direttamente dal giardino di casa mia...

Questa è la ricetta che ho sempre fatto, (lo confesso la foto è dello scorso anno, ancora non abbiamo brucato le olive...), prossimamente ci sarà una gita con la classe di Camilla ad una fattoria, dove i bambini brucheranno le olive e le prepareranno in salamoia, se dovessero venire meglio di queste ve lo farò sapere!

olive in salamoia

Olive nere o verdi piccole, ho provato a usarle entrambe (io circa 1kg)
Foglie di alloro 
Semi di finocchio
Sale

Mettete le olive a bagno nell'acqua. 
Lasciatele a mollo per una quindicina di giorni cambiando l'acqua tutti i giorni.
Preparate la salamoia: ad ogni litro di acqua che userete aggiungete 75 gr di sale.
Fate bollire le olive nella salamoia per una decina di minuti, se vi piace unite anche un pizzico di semi di finocchio e due foglie di alloro.
Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare, poi mettete le olive in dei barattoli, a chiusura ermetica sterilizzati, coperte dalla salamoia.
Prima di mangiarle aspettate un mesetto.

mercoledì 21 marzo 2012

Zuccherini, alcolici, alle violette

Ormai , come da qualche anno a questa parte, le violette del mio giardino non hanno scampo, vengono raccolte quasi tutte da me e dalla pulce seienne per sperimentare in cucina. Anche questo anno ho fatto lo sciroppo: stesso procedimento, stesso aroma,  ma chissà perchè non si è colorato quasi per niente.
Con le violette rimaste ho provato ad aromatizzare delle zollette di zucchero messe sotto alcol a 90°.
Le zollette sono ancora a riposo, non so dirvi se si sono aromatizzate... vi aggiornerò :-)

zuccherini alcolici alle violette

Zollette di zucchero qb
Alcool  a 90°
Violette

Prendete un barattolo sterilizzato fate uno strato di zollette di zucchero e cospargete con delle violette, proseguite così finche non arrivate ad un centimento dal bordo del barattolo, riempite con l'alcol e chiudete.
Fate riposare qualche giorno e assaggiate. 
 

Altre ricette con le violette:

lunedì 28 marzo 2011

Sciroppo di viole mammole

Ma quanto sono belle le viole mammole?
"Povere" mammole! Qua non hanno vita semplice: ce le contendiamo io e la “iena cinquenne”, io per usi in cucina, la iena cinquenne per il piacere di raccogliere fiori. Questo anno sono riuscita a raccogliere “solo” 20 gr di petali ed è un peccato perché questo sciroppo ha un aroma spettacolare e meritava farne molto di più!. (Ma qualcuno di voi ha idea di quante violette ci vogliono per fare 20 gr di soli petali? Una miriade!)
Avete visto la foto? Il colore non è proprio quello che mi aspettavo, mi immaginavo qualcosa di molto più blu...

sciroppo di viole mammole

20 gr di petali di violette (solo petali, eliminate tutte le parti verdi cui sono attaccati)
180 gr di zucchero
140 ml di acqua

Lavate delicatamente i petali delle mammole.
Preparate lo sciroppo facendo bollire lo zucchero con l'acqua.
Togliete dal fuoco lo sciroppo e unite i petali dei fiori.
Lasciateli in infusione, coperti per una notte, una volta che lo sciroppo si è raffreddato mettetelo in frigorifero.
Filtrate lo sciroppo e mettetelo in un vasetto o in una bottiglietta sterilizzata e conserservatelo in frigorifero.

lunedì 10 gennaio 2011

Scorze di agrumi sotto alcol o sotto grappa.

 mandarini

Se vi dovessero capitare sotto mano dei limoni, delle arance o dei mandarini bio NON GETTATE la buccia! 

mandarini

Oltre alla "classica" e utilissima polvere di agrumi potete conservarla sotto alcol. Già ve lo avevo accennato qua.
Qualche anno fa Giovanna, una vicina di mia mamma, mi disse di non buttar via le scorze dei limoni dopo averle tenute in infusione nell'acol per  il limoncello, ma di tritarle e metterle in barattolo coperte di alcol. Lei le utilizzava per dolci e biscotti. Ho seguito il suo consiglio e quei barattolini mi hanno fatto un gran comodo. Ho provato anche con la grappa, dopo aver assaggiato delle fette di arancia sotto grappa, in questo caso ho grattugiato /o tritato la buccia fresca dei limoni ( delle arance o dei mandarini.) per poi  metterla in dei barattoli ricoperta di grappa. Secondo me si può provare anche con altri distillati.

I frutti delle foto? "Rubati" nella serra di mamma!

scorza di agrumi sotto alcool




lunedì 13 dicembre 2010

Sali aromatizzati

In estate mi  sono stati regalati  un sale alla lavanda e limone, di cui mi sono immediatamente innamorata,  e un sale alla vaniglia che mi ha letteralmente conquistata. Ho provato a farli a casa e il risultato è stato molto soddisfacente e sicuramente finirranno in qualche pacchetto regalo. Tempo fa mi aveva incuriosito anche questo sale all'arancia, proposto da Alex (c'è anche la sua versione del sale alla vaniglia), l'ho fatto, ma in modo diverso da Alex, provatelo, a me piace su carne e pesce.

Sale alla lavanda e polvere di limone

Sale alla lavanda e polvere di limone

100 gr di sale marino fine
1 cucchiano e mezzo fiori di lavanda essiccati
1 cucchiano di polvere di limone

Per la polvere di limone prendere dei limoni biologici. Tagliate la scorza (senza la parte bianca) e mettetela a seccare sopra i termosifoni per un paio di giorni Quando sarà bella secca la potete macinare e chiudere in un barattolo di vetro.

Mescolate il sale con la lavanda e la polvere di limone e lasciasciate riposare per un paio di giorni.

A me piace tantissimo con pollo e maiale alla griglia. Buono anche con il pesce.

Sale alla vaniglia

 Sale alla vaniglia

100 gr di sale marino grosso
1 baccello di vaniglia (io ho usato dei baccelli abbastanza lunghi)

Macinare il sale e la vaniglia e fate riposare per un paio di giorni.

Da provare con carne (mi piace tantissimo con il pollo) e con il pesce (provato con gamberi e cappesante)

Sale alla polvere di arancia

 Sale alla polvere di arancia

100 gr di sale fine
2 cucchiani di polvere di arancia (vedi sopra, stesso procedimento della polvere di limone)

Mescolare il sale e la polvere di arancia e fate riposare per un paio di giorni.

Per carne e pesce. A me piace con un' insalata di finocchi.

venerdì 26 novembre 2010

Sale con salvia e rosmarino

Quasi mi vergogno a pubblicare una cosa simile, ma se avete dei cespugli che hanno (avevano) quasi un decennio e che rischiano di essere sbarbati da una ruspa, fate una cosa: prima che la ruspa inizi il suo lavoro correte a tagliare tutti i rametti di rosmarino e di salvia,  poi regalatene un bel po' e con la parte rimasta (un altro bel po') preparate questo sale, che sarà un valido aiuto per tutte quelle preparazioni che richiedono l'utilizzo queste piante aromatiche.
Io sono sempre in attesa della fine dei lavori da parte della ruspa e  "combriccola" per poter piantare di nuovo le mie profumate piantine.

Sale con salvia e rosmarino

Rosmarino
Salvia
Sale

Lavate la salvia e il rosmarino e asciugateli con carta assorbente.

Tritateli grossolanamente con la mezzaluna e aggiungete il sale.

Ho usato salvia e rosmarino in parti ugauli, per il sale sono andata ad occhio e a "gusto".

mercoledì 26 maggio 2010

Ed ecco la versione numero 2 dello sciroppo di rose...

Questa è la ricetta che trovato su una vecchia fotocopia. Premetto che per questo sciroppo e il precedente ho usato le stesse varietà di rose (un mix di petali rosa e rossi per entrambe le preparazioni), ma alcune differenze le ho notate.
  1. La consistenza: il primo sciroppo è molto più fluido (il "classico" sciroppo), questo di oggi è molto , molto denso, quasi una gelatina
  2. L'aroma: questo ha un sapore più intenso e deciso, caratteristiche date dall'alcol, l'altro è più delicato, ma ha un aroma di rose puro al 100%. Quello di oggi non è adatto a preparazioni destinate ai bambini.
  3. Difficoltà nella preparazione: il primo sciroppo è più facile da fare perchè molto più veloce la fase del "filtraggio" (vedi la ricetta qua sotto )
  4. Il colore: già dalla foto si vede la differenza, questo ha un colore molto più intenso, l'altro è molto più chiaro.
Li ho provati entrambi semplicemente con dello yogurt greco come suggerisce Carolina. Devo essere sincera non saprei quale dichiarare il mio preferito. Stasera riapro la produzione di entrambi...

sciroppo di rose versione 2

200 gr di petali di rose
50 ml di alcol90°
900 gr di zucchero
1 bicchiere di acqua (io ne ho messo uno e mezzo)

Lavate delicatamente i petali di rose in acqua fredda. Preparate uno sciroppo con lo zucchero e l'acqua e fatelo bollire per circa 20 minuti. Frullate i petali di rose con l'alcol e unite la "poltiglia" di petali allo sciroppo. Chiudete la pentola e lasciate riposare lo sciroppo e le rose per almeno 12 ore. Filtrate lo sciroppo, questa è stata un'operazione assai difficile, dovete strizzare bene "la poltiglia" di rose, io l'ho passata al setaccio... armatevi di tanta pazienza. Portate a bollore lo sciroppo filtrato e lasciatelo cuocere per alcuni minuti. Mettetelo, ancora caldo, dentro a dei barattoli a chiusura ermetica sterilizzati, poi fateli sterilizzare in una pentola piena di acqua per almeno 40 minuti da quando inizia a bollire.

martedì 25 maggio 2010

Sciroppo di rose, versione 1

Avete delle rose molto profumate, non trattate con pesticidi e coltivate lontano da strade trafficate? Volete conservare il loro profumo e il loro sapore a lungo? Avete mai pensato di utilizzarle in cucina? Io ci avevo pensato anni fa con una marmellata dal risultato ultradelunte... E questo "lavoro! andato male mi ha trattenuto dal provare a sperimentare qualcosa di nuovo, finchè pochi giorni fa mi è capitata sotto mano una vecchia fotocopia di una ricetta per lo sciroppo di rose. Ho fatto anche un giro in rete e qui ne ho trovata una che mi ha ispirato. Le ho provate entrambe con le stesse varietà di rose. Le differenze ci sono state, ve ne parlerò nel post della versione numero 2.

sciroppo di rose versione 1

Per questo sciroppo ho seguito questa ricetta, apportando solo piccolissime modifiche.

Prendete 100 gr di petali di rose molto profumate, lavateli con delicatezza in acqua fredda. Portate a bollore 1 litro di acqua con il succo di un limone. Pestate grossolonamente i petali nel mortaio, quando l'acqua bolle togliete la pentola dal fuoco e aggiungetevi i petali, cercate di coprire bene i petali con l'acqua. Mettete il coperchio alla pentola e lasciate in infusione per 24 ore.
Filtrate l'infuso, pressando bene i petali in modo da ottenere più succo possibile (io li ho passati al setaccio). Pesate il succo ottenuto, a questo punto calcolate un kg e mezzo di zucchero per ogni litro di succo. Mettete il succo in una pentola capiente e aggiungete lo zucchero, fate sciogliere lo zucchero e fate bollire per circa 25/30 minuti. Versate il succo in dei barottoli o bottiglie a chiusura ermetica sterilizzati e metteteli in una pentola piena di acqua, fateli bollire per circa 40 minuti.

lunedì 19 aprile 2010

Dulce de leche

dulce de leche

Penso di essere rimasta l'unica a non aver scritto niente sul dulce de leche. Ormai quasi tutti conoscono questa "marmellata di latte" e i metodi, tradizionale e non, per prepararla.
Li ho provati entrambi. Le prime volte ho seguito il metodo tradizionale:

1 l. latte intero
300 gr. zucchero
1 baccello di vaniglia
1/4 di cucchiaino di bicarbonato

Mettete tutti gli ingredienti in una pentola. Fate cuocere per circa due ore, mescolando continuamente.

Al primo esperimento devo aver sbagliato qualcosa perchè dopo due ore di cottura era rimasto tutto ancora molto liquido, la seconda volta è andata meglio, ma poi guardandomi in giro ho visto che lo stesso risultato si poteva ottenere con meno fatica e attenzione...

Però ho aspettato un bel po' prima di passare al metodo non tradizionale, perchè, questo di seguito, non mi convinceva per la lunga bollitura di quel vasetto di latta (non chiedetemi il perchè, è una fissa mia bollire solo nel vetro sterilizzato) :

1 barattolo di latte condensato

Mettete il barattolo in un apentola piena di acqua e fatelo bollire per 2 ore e mezzo.
fate raffreddare e aprite.

Poi, non ricordo se su un blog o su un forum, ho visto qualcuno che metteva il latte condensato direttamente nei barattoli di vetro a chiusura ermetica. Perfetto per me e le mie fisse...

Latte condensato
barattoli di vetro a chiusura ermetica

Versate il latte condensato (del tubetto o del barattolino di latta) nei barattoli di vetro, sterilizzati, chiudeteli e sistemateli in una pentola piena di acqua. Fateli bollire per due ore e mezzo.

In giro ho visto che si può fare anche con la pentola a pressione e con il forno a microonde, Elisa, qui, vi spiega tutto.

Se non lo mangiate tutto prima, si conserva per qualche giorno in frigo...

Se poi ve lo dimenticate nella pentola a bollire diventa più sodo come quello della foto...

lunedì 22 marzo 2010

Marmellata al profumo di violette

Lo scorso anno, dopo l'ennesima ciofeca prodotta con le violette, mi ero fatta una promessa: lasciarle in giardino a far bella mostra di sè. Invece non ho resistito alla tentazione di provare anche quest'anno qualcosa, una marmellata e devo dire per la prima volta sono soddisfatta di quello che sono riuscita a fare con questi fiorellini. Cercando in rete l'unica cosa che ho trovato (riproposta in molti siti) è una marmellata o gelatina che a mio avviso deve essere dolcissima vista la gran quantità di zucchero. Ho pensato allora di "profumare" una marmellata di mele, che può essere definita anche marmellata di violette dato che l'aroma di queste ultime copre totalmente il sapore delle mele.

Armatevi di tanta pazienza, per prima cosa per raccogliere le violette ( il tappeto viola che c'era nel mio giardino non esiste praticamente più....) se avete mal dischiena ve lo sconsiglio, io ho "sfruttato" anche l'aiuto dei miei bambini con la scusa di "oggi giochiamo a raccogliere i fiorellini"... ma le lamentele sono arrivate dopo pochi minuti. Poi prendete un pomeriggio di ferie per togliere tutte le parti verdi attaccate a petali... a questo punto siete pronti per preparare la marmellata...

marmellata al profumo di violette

500 gr di mele già sbucciate
40 gr di violette (solo i petali)
1 limone piccolo
270 gr di zucchero

Lavate molto delicatamente le violette. In una pentola mettete lo zucchero, il succo del limone e le mele tagliate a pezzettini. Metette sul fuoco, fate sciogliere lo zucchero e unite le violette. Quando le mele saranno diventate morbide, togliete la pentola dal fuoco e passate il tutto al passaverdure o col minipimer. Rimettete sul fuoco e fate bollire finchè la marmellata non avrà raggiunto la giusta consistenza. Prendete dei barattoli di vetro, già sterilizzati, versateci la marmellata ancora caldissima e chiudeteli. A questo punto potete far raffreddare i barattoli a testa in giù o potete sterilizzarli di nuovo (come faccio io) in una pentola piena di acqua facendoli bollire per 40 minuti.

martedì 9 marzo 2010

Limoni confit

limoni confit

Avete dei limoni bio? Ecco questa è la ricetta che fa per voi: limoni sotto sale o limoni confit. Sono tipici della cucina marocchina dove vengono utilizzati per aromatizzare piatti a base di cous cous e di carne. Ho visto in giro per la rete numerose versioni di questi limoni questa e questa sono quelle che ho seguito io, ma potrete trovarne anche delle versioni al miele qui, e in salamoia qui.

La preparazione è semplicissima: lavate bene i limoni, incideteli in 4 spicchi riempiendo gli spazi fra uno spicchio e l'altro di sale grosso, sistemateli dentro a dei barattoli sterilizzati e riempite gli spazi vuoti con il sale grosso e delle spezie, in questo caso alloro e pepe nero, comprimeteli un po' e chiudete. Potete anche tagliarli a fette, in questo caso, nel barattolo, fra una fetta e l'altra mettete del sale grosso. Ci vuole circa un mese per averli pronti.

E' la prima volta che li faccio vi aggiornerò sul risultato...


limoni confit

sabato 30 gennaio 2010

Estratto di vaniglia

estratto di vaniglia

Ebbene sì lo confesso, ho usato per tanto tempo l’aroma di vaniglia che proprio tutto naturale non è… Tempo fa mi sono trovata per caso a parlare con una persona che lavora in una ditta che produce aromi, il suo consiglio? Usarne il meno possibile…
Dopo aver finito gli estratti naturali di vaniglia presi in terre lontane (Messico e Sri Lanka… eh sì prima dei figli ci si spostava un pochino più lontano…) mi son “buttata” sui baccelli di vaniglia (che ultimamente compro qua, e ve li consiglio vivamente), finchè facendo qualche ricerca ho trovato delle ricette per l'estratto di vaniglia home made: questa versione (3 bacche per 250 ml di vodka) , la versione di Tuki (60 gr di baccelli, circa 15 per 500 ml di vodka) e delle indicazioni su cuquinaria (1 baccello per ogni 100 ml di vodka).
Ho cercato di seguire la versione di Tuki, riadattandola alle quantità di vaniglia e vodka che avevo in casa: 11 baccelli e 400 ml di vodka.

Vi serve un vaso a chiusura ermetica dove mettere la vodka e i baccelli di vaniglia prima divisi a metà nel senso della lunghezza e poi tagliati a pezzettini (nei mesi successivi se usate i semini della vaniglia aggiungete il baccello tagliato a pezzettini alla preparazione). Agitate bene il barattolo e riponetelo al buio. Agitatelo quotidianamente per i primi 15 giorni poi per i 6 mesi successivi basta una volta a settimana. Si, per avere un'estratto ottimo bisogna aspettare 6 mesi. Già dal terzo mesi si può iniziare ad usarlo, ma più passa il tempo più il sentore di alcol sparisce per lasciare spazio alla vaniglia.

Questa che vi ho proposto è al versione con la vodka, Paoletta qualche giorno fa ne ha pubblicata una fatta con sciroppo di zucchero e alcol puro a 95°.

estratto di vaniglia

giovedì 7 gennaio 2010

Polvere di agrumi

C'è qualcuno di voi che conserva le scorze degli agrumi non trattati? Io, su suggerimento di una vicina di mia mamma, le ho sempre consevate sotto alcol, come per fare il liquore, ecco come:
tagliate a listarelle le scorze e poi mettetele in barattolo coperte di alcol. Dopo una o due settimane tritatele nel mixer e mettetele di nuovo in un barattolo sempre coperte con l' alcol. Le utilizzo soprattutto per i dolci, per le creme e per qualche piatto di carne.

Qualche settimana fa mi sono imbattuta in questo post che rimanda al post di Alex e avendo fra le mani qualche mandarino proveniente dalle piante di mia mamma non ho saputo resistere e ho fatto la polvere di mandarino... e già che c'ero anche di arancia (bio) e di limone (sempre della mamma).

polvere di arancia

Il tutto è semplicissimo: tagliate a listarelle le scorze degli agrumi e mettetele a seccare per qualche giorno sui termosifoni (io ho evitato: qualche anno fa ho provato con le fette di arancia, ma non sono rimasta soddisfatta del risultato) oppure per 3/4 ore in forno a 80/90 gradi. Quando sono belle secche le potete macinare e chiudere in un barattolo di vetro.

polvere di mandarino

polvere di arancia

polvere di mandarino

Solo ieri sera ho scoperto che c'è un altro metodo più veloce col microonde, ne parla Sigrid qua. Se qualcuno lo prva mi faccia sapere come è andata!

polvere di arancia

polvere di mandarino

lunedì 2 novembre 2009

Mermellata di "pomi" e vaniglia


Io li ho sempre chiamati "pomi". Così li chiamava mia nonna e così continuo a chiamarli io. Frequentemente li sento chiamare "diosperi" o "kaki" e raramente "loti". Voi come dite???



800 gr di pomi a mela (già privi degli scarti) quelli che rimangono duri anche se maturi
400 gri di zucchero
il succo di un limone
un baccello di vaniglia

Tagliate a pezzettini molto piccoli i pomi. Metteteli in una ciotola con lo zucchero e il limone. Aprite il baccello di vaniglia ed estraete i semini, aggiungeteli ai pomi, unite anche il baccello e mescolate bene. Lasciate riposare il tutto una notte in frigorifero. Il giorno successivo mettete sul fuoco, portate a bollore e fate cuocere fino a che non sia stata raggiunta la giusta consistenza della marmellata (fate la prova piattino). Eliminate il baccello di vaniglia e versate la marmellata dentro a dei barattoli a chiusura ermetica sterilizzati. Io faccio una seconda sterilizzazione mettendo i barattoli in una pentola piena di acqua e li faccio bollire per 35/40 minuti.







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martedì 27 ottobre 2009

Gelatina di uva fragola


Dopo aver usato la centrifuga per questa marmellata e dopo aver visto quanta polpa di uva era rimasta, per evitare inutili sprechi ho deciso di passarla al passaverdure con i fori piccoli per creare una gelatina da abbinare ai formaggi e non solo!

In questi giorni sono un po' latitante dai blog... spero di avere più tempo prossimamente! Un saluto a tutti!


400 gr si polpa di uva fragola passata al passaverdura con i fori piccoli
il succo di un limone
250 gr di zucchero

Mettete gli ingredienti in una casseruola sul fuoco e fate cuocere fino a che non sia stata raggiunta la giusta consistenza della gelatina (fate la prova del piattino). Mettete la gelatina ancora calda dentro a dei barattoli a chiusura ermetica sterilizzati. Io ho fatto la doppia sterilizzazione mettendo i barattoli in una pentola piena di acqua e facendoli bollire per 35/40 minuti.

lunedì 26 ottobre 2009

Marmellata di mele cotogne e uva fragola


Sono ancora invasa dalle mele cotogne, e questo ormai lo avrete capito, e ora anche dall'uva fragola che proviene dall'orto di mamma. Non ricordo con precisione quante viti ci siano nell'orto, forse 3, forse 4, ma sono rigogliosissime e meno le curi più frutti ti danno, al contrario delle altre viti che ci facevano (sono state tolte) tribolare per ottenere un misero grappolino di uva... Ai miei bambini l'uva piace, ma non questa perchè ha i semi troppo grossi e la buccia troppo spessa, io non sono una gran mangiatrice di frutta in generale e al marito, dopo averne ingurgitata un bel po', è venuta a noia...

Ecco la soluzione a parte dei miei "problemi":


MARMELLATA DI MELE COTOGNE E UVA FRAGOLA

400 ml di succo di uva (estratto da circa 1 kg di chicchi)
400 gr di mele cotogne già prive degli scarti
il succo di un limone
400 di zucchero

Con la centrifuga ricavate il succo di uva dai chicchi. Mettetelo in una pentola con lo zucchero e il succo di limone, fate cuocere fino a che lo zucchero non si è sciolto. Unite le mele cotogne tagliate a pezzettini e fate bollire. Quando le mele si sono ammorbidite passatele o usate il frullatore a immersione ( come faccio io) poi rimettetele sul fuoco fino a quando non si sia ottenuta la giusta consistenza della marmellata (ci vuole poco dato che le mele cotogne sono ricche di pectina). Mettete la marmellata calda dentro a dei barattoli sterilizzati, chiudeteli e metteteli a capo in giù. Io di solito sterilizzo due volte: appena chiudo i barattoli li metto dentro una pentola piena di acqua e li faccio bollire per almeno 30/40 minuti.




venerdì 4 settembre 2009

Le ricette della nonna: i pelati



Dopo la passata di pomodoro vi propongo un'altra conserva di pomodori: i pelati.



Preparate una salamoia con almeno 30 gr di sale per ogni litro di acqua, fatela bollire e raffreddare.
Prendete dei pomodori perini o San Marzano. Lavateli poi tuffateli in acqua bollente per qualche minuto in modo che sia più facile "pelarli". Poi sistemateli in dei barattoli a chiusura ermetica. Aggiungete qualche foglia di basilico in ogni barattolo e versate la salamoia in modo da coprire interamente i pomodori. Mettete i barattoli in una pentola piena di acqua e fate sterilizze per un'ora da quando inizia a bollire.

mercoledì 5 agosto 2009

Confettura di pesche allo zafferano






Non c'è niente da fare Sigrid (Cavoletto di Bruxelles) è veramente una fonte interminabile di ispirazione (più che altro di "copiatura"!). Non sapendo più cosa fare con le solite pesche della zia di mio marito ho trovato questa fantastica confettura, ero un po' perplessa sull'uso dello zafferano, ma vi assicuro che ha avuto un gran successo!

Qua c'è la ricetta di Sigrid lei ha usato pesche a polpa bianca io invece a polpa gialla. Ha usato un procedeminto (di Christine Ferber) diverso da quello che uso di solito, non pensavo che la marmellata si rassodasse, ma così è stato.







1 kg di pesche


800 gr di zucchero


il succo di un limone


15 pistilli di zafferano



Sbucciate le pesche e taglaitele a fettine, aggiungete lo zucchero, il succo di limone e lo zafferano, e fate bollire il tutto per pochi minuti, poi spegnete, versate in una ciotola e lasciate riposare in frigo per una notte. Il giorno dopo in uno scolapasta foderato di garza, dividere la frutta dal liquido. fate bollire lo sciroppo e fatelo cuocere fino a 110° (ci vuole il termometro da pasticceria) . Unite le pesche a fettine e fate cuocere per altri 5 minuti. Fate la prova del piattino epr verificare la consistenza della marmellata. Versate la marmellata nei vasetti sterilizzati. Io come al solito sterilizzo tutto una seconda volta mettendo i vasetti pieni di marmellata in una pentola piena di acqua e faccio andare per 40 minuti da quando inizia a bollire.